Scurezza nei bar e ristoranti: la nuova circolare dei Vigili del Fuoco e l’attenzione sui controlli
Negli ultimi mesi il tema della sicurezza nei locali aperti al pubblico è tornato al centro dell’attenzione istituzionale.
Una recente circolare del Ministero dell’Interno – Dipartimento dei Vigili del Fuoco, firmata dal Capo del Corpo Nazionale, fornisce indirizzi chiari alle strutture territoriali per uniformare i controlli su bar, ristoranti e locali di somministrazione, distinguendoli correttamente dai locali di pubblico spettacolo.
Questo significa una cosa molto concreta: i controlli aumentano e diventano più mirati, e i titolari delle attività devono essere certi di essere pienamente in regola sotto il profilo della prevenzione incendi
Bar e ristoranti: non sono “pubblico spettacolo”, ma la sicurezza resta un obbligo
La circolare ribadisce un principio fondamentale:
bar e ristoranti, in quanto tali, non rientrano automaticamente tra le attività soggette al D.P.R. 151/2011. Tuttavia, questo non significa assenza di obblighi.
Anche in assenza di una regola tecnica specifica, la sicurezza antincendio deve essere garantita attraverso una corretta valutazione del rischio incendio, sviluppata secondo i criteri del D.M. 3 settembre 2021 (Minicodice) o, nei casi più complessi, del Codice di Prevenzione Incendi.
In altre parole:
la sicurezza non è facoltativa, cambia solo il modo in cui va gestita e documentata.
Attenzione alle attività “accessorie”: quando cambia l’inquadramento
Un punto centrale della circolare riguarda le attività accessorie: musica dal vivo, karaoke, eventi occasionali.
Finché l’intrattenimento resta non prevalente e non modifica assetti, affollamento o modalità di utilizzo del locale, l’attività resta inquadrata come bar o ristorante.
Ma quando l’intrattenimento diventa centrale — più persone, spazi modificati, permanenza prolungata del pubblico — l’inquadramento può cambiare, con obblighi ben più stringenti in materia di prevenzione incendi, autorizzazioni e controlli.
È proprio su queste “zone grigie” che oggi si concentra l’attenzione degli organi di vigilanza.
Valutazione del rischio incendio e piano di emergenza: cosa viene verificato
La circolare chiarisce anche un aspetto spesso sottovalutato:
la gestione della sicurezza antincendio non riguarda solo i lavoratori, ma tutte le persone presenti nel locale, clienti compresi.
In particolare, diventano centrali:
- valutazione del numero reale di occupanti
- gestione dei picchi di affollamento
- presenza e formazione degli addetti antincendio
- piano di emergenza, obbligatorio anche nei locali aperti al pubblico con oltre 50 persone presenti contemporaneamente
Non basta “avere un estintore”: servono misure coerenti, documentate e aggiornate.
Il ruolo dell’esercente: prevenire prima che intervenire
Il messaggio istituzionale è chiaro:
la sicurezza non è solo un adempimento formale, ma una responsabilità continua del titolare dell’attività.
Un locale apparentemente “semplice” può diventare critico se:
- le vie di fuga non sono adeguate
- i presidi antincendio non sono correttamente dimensionati o manutenuti
- il personale non è formato
- si tollerano comportamenti a rischio (fiamme libere, candele, uso improprio di effetti scenici)
Repa Estintori: prevenzione, competenza, responsabilità
Da anni Repa Estintori affianca bar, ristoranti e attività aperte al pubblico nella valutazione reale del rischio incendio, non limitandosi alla semplice fornitura di presidi, ma offrendo:
- consulenza tecnica mirata
- fornitura e manutenzione certificata dei sistemi antincendio
- supporto nella corretta gestione della sicurezza in esercizio
- aggiornamento costante sulle evoluzioni normative
In un contesto in cui i controlli aumentano e la normativa diventa sempre più attenta alla tutela delle persone, essere in regola significa essere preparati.
La prevenzione non si improvvisa.
Si progetta, si gestisce e si mantiene nel tempo.


